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Un medico è chiamato una notte a casa di un contadino che gli annuncia che la moglie sta per partorire nella stalla dove si è fermata a causa delle doglie. Vanno nella stalla tutta buia e il medico chiede al contadino di tenere in mano una lampada. Guarda la donna e dice all”uomo:
– Sei il padre di un bel maschio. Facciamo un brindisi! No, aspetta, sei padre di un paio di gemelli maschi. Apriamo una bottiglia! Un attimo… vedo un altro bambino. Allora, facciamo una festa! Aspetta, aspetta… puoi tenere più vicino quella lampada?
E il contadino:
– Scusame dotto”, ma non è che è la luce che li attira??? ‘

Un uomo riceve una telefonata mentre si trova in viaggio di lavoro con la quale gli annunciano di essere diventato padre di un maschietto di tre chili e mezzo. Prende il primo aereo a disposizione e va subito in ospedale. Arrivato alla accettazione urla all”infermiera:
РEccomi, sono io! Sono il signor Esposito, il padre di Ciro! Dovӏ mio figlio?
L”infermiera:
– Si calmi signor Esposito… un attimo che vedo… ah ecco, dovrebbe essere al primo piano.
Il novello padre senza nemmeno esitare un attimo corre al primo piano. Sopra alla porta del reparto neonati c”è la scritta ‘Bambini Belli’. L”uomo cerca fra tutte le culle ma non riesce a trovare il figlio. Torna di corsa dalla infermiera:
– Mi scusi, ma mio figlio al primo piano non c”è! Può ricontrollare ancora.
– Un attimo… si, dovrebbe essere al secondo piano.
Il tizio fa le scale in un battibaleno ed entra nel reparto dove c”è scritto ‘Bambini Brutti’. Questa scritta non lo tranquillizza per niente, però pensa tra sé e sé che in fondo si tratta sempre di suo figlio. Di nuovo cerca disperatamente tra le culle ma di Ciro nemmeno l”ombra. In una frazione di secondo è di nuovo dall”infermiera, tutto ansante:
– Guardi, io non ho tempo da perdere… mi vuole dire dove è mio figlio?
– Beh… provi un po” al terzo piano!
Il padre sale al terzo piano e questa volta sulla porta c”è scritto: ‘Bambini Orribili’. Sapendo che è sangue del suo sangue, se ne frega anche di questa cinica scritta e prosegue nella ricerca. Come da copione, Ciro non si trova nemmeno fra i bambini orribili. L”uomo, incavolato nero, va dall”infermiera una ennesima volta:
– Guardi, sono stato al primo piano e mio figlio non c”era, sono stato al secondo piano, idem. Sono stato anche al terzo piano e di lui nemmeno l”ombra! Mi vuole dire dove devo andare???
– Non le resta che vedere al quarto piano…
Il padre sale rassegnato le scale fino a che arriva al quarto piano: un posto che sembra dimenticato dal Signore. Ragnatele alle porte, letti e mobili accatastati, topi che girano indisturbati. Dopo aver camminato per un po” nei corridoi arriva davanti ad una porta sopra alla quale c”è un enorme cartello con su scritto: ‘CIRO’. ‘

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